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ANDE MILANO - Aderenti associazione nazionale donne elettrici ANDE

L’ANDE è un’Associazione-Organizzazione di volontariato politico ed apartitico che vanta 60 anni di impegno civile ( nasce nel 1946 ), di storia e di battaglie per l’elettorato. > Leggi tutto

IN PRIMO PIANO

Congresso di Milano del 18 - 19 - 20 Maggio 2012

66° CONVEGNO NAZIONALE

Milano, 19 maggio 2012 - 9.30 13.30 - Star Hotel Rosa Grand - Piazza Fontana 1 Milano

"Una sfida globale, come creare lavoro: un'analisi per delineare il progetto politico del futuro"

Programma

 9.30     Registrazione

10.00    Apertura dei lavori

             Marina Lilli Venturini, Presidente Nazionale ANDE                                               

             Carla Crosti Garbagnati, Presidente ANDE Milano

10.30    Tavola Rotonda

             "Una sfida globale, come creare lavoro: un'analisi per delineare il

              progetto politico del futuro"

             Partecipano:

             D.ssa Gianna Martinengo

             Presidente Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA Milano

             Mons. Luigi Testore

             Presidente Fondazione Caritas Ambrosiana

             On. Tiziano Treu

             Vice Presidente XI Commissione Permanente Senato della Repubblica

             D.ssa Elena Zambon

             Presidente Zambon S.p.A.

             Modera:

             Dott. Salvatore Carruba

             Editorialista del Sole 24 Ore - Presidente dell'Accademia di Brera

13.30    Light lunch

 

MODALITA' D'ISCRIZIONE AL CONGRESSO NAZIONALE DEL 18 - 19 - 20 MAGGIO 2012

Per scheda partecipazione e informazioni su modalità e quote di partecipazione al Congresso di Milano del 18 - 19 - 20 maggio 2012 contattare pf Elena Sordi

 

ATTIVITA' PREGRESSE DI PARTICOLARE RILEVANZA

 

                                            6 marzo  2012

Convegno:  “Il ruolo delle donne nell’economia, nella politica e nella societa’: motore strategico di sviluppo per far ripartire la crescita economica in Europa”

L’Ufficio  di Milano del Parlamento   europeo    dedica un mese di dibattiti alle discussioni  legate al tema della donna, dando vita al progetto: “L’Europa e’ per le donne”.

L’ANDE e’ stata invitata a  tenere una conferenza, che ha avuto luogo  nella

Sala delle Conferenze, il 6 marzo, Palazzo  delle Stelline. L’argomento  indicato dall’ANDE ,  “Il ruolo delle donne nell’economia, nella politica e nella societa’: motore strategico di sviluppo per far ripartire la crescita economica in Europa”,     costituisce il cuore dei  principi fondamentali sanciti dalla Carta dei Diritti e dal diritto comunitario: l’uguaglianza tra uomini e donne.

 Una delle trasformazioni sociali piu’  rilevanti  della seconda meta’ del ventesimo secolo e’ la femminilizzazione del mercato del lavoro.

 il lavoro femminile, fonte di identita’ e di autorealizzazione personale,  si accompagna pero’ ad uno scenario ancora statico delle posizioni, dei ruoli,

e,  di conseguenza ,  delle remunerazioni  all’interno del mercato del lavoro.

Un dato sigificativo: nell’ambito  delle Societa’ quotate in Borsa,  su 4.395 board member dei CDA, solo 307 sono  donne (6,9%), ed in maggioranza appartengono alle famiglie proprietarie dell’azienda.

Inoltre,  allorche’  emergono situazioni di  crisi economica,   vengono per primi contratti  gli impieghi  delle donne.   Il sacrificare il lavoro  femminile   riflette  la visione ceca e superata  di un’economia di mercato    perdente. 

Infatti, numerose ricerche e studi a livello macroeconomico  evidenziano che il ruolo attivo delle donne (nell’economia, nella politica e nella societa’)  e’ un fattore di sviluppo economico dei Paesi.

La partecipazione femminile  non e’  solo un problema  di pari opportunita’, di giustizia sociale e di formale buonismo, ma e’ un fattore di limitazione  dello sviluppo economico nella sua globalita’.

Parlare  di ‘FEMMINILE”   vuol dire dare voce ad un  diverso modello culturale legato ai “tratti distintivi della femminilita’.

Il modello di gestione attuale, inteso come il piu’ efficace possible,  mostra varie falle, tra le quail il “presidio del tempo e dello spazio”  Nell’attuale mondo  globalizzato    e veloce non e’ piu’ giustificata   la produttivita’ perseguibile con i vecchi modelli.

La situazione economica attuale e’ una  testimonianza  concreta  di come sia necessario mettere in discussione  gli attuali parametri di gestione e governance.

E’ necessario  quindi andare alla radice del problema e promuovere un cambiamento culturale:  il mercato del lavoro ha bisogno di nuovi talenti che siano in grado di  cogliere  e promuovere in modo sensibile ed intelligente i grandi cambiamenti in atto.

 

"IMMIGRAZIONE SENZA VELI"

COSA SONO I DIRITTI CULTURALI? 

Quale è  la vera domanda che bisognerebbe porre sulla scheda dei referendum, quando si chiede  alla gente se sia giusto o meno costruire sul territorio nazionale moschee o minareti, come è accaduto  in Svizzera e come accadrà probabilmente  in Italia? Ovvero, la possibilità di esprimere le proprie convinzioni, il proprio credo, la propria visione del mondo è strettamente  legata al possedere la cittadinanza del paese di residenza o, invece, è correlata  al più ampio  tema dei diritti civili  e, dunque, al principio di eguaglianza?

E’ stato questo il focus dell’incontro organizzato da Ande-Milano in occasione  dell’apertura del nuovo anno sociale, facendo confrontare sul tema “Immigrazione senza veli: integrazione ed identità” Massimo Zanello, assessore alla cultura della Regione Lombardia ed esponente di primo piano della Lega, e Laura Zanfrini  docente dei processi economici e della migrazione dell’Università Cattolica di Milano ed autrice per i tipi di Laterza di “Cittadinanze: appartenenza e diritti nella società dell’immigrazione.”

La Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (1948) parla di un Diritto all’Emigrazione ma non di  un simmetrico Diritto alla Migazione, lasciando agli stati nazionali il compito  di introdurre discriminazioni legali, al fine di garantire  un diritto di priorità nell’accesso alle risorse e alle opportunità sociali.  D’altra parte i diritti legati alla cittadinanza come i diritti sociali, quelli cioè che permettono l’accesso ai benefici del welfare o i diritti politici, intesi come il diritto- dovere di essere rappresentati ed esprimere i propri rappresentanti,  sono altro dei diritti civili, riconosciuti ormai a livello internazionale come diritti universali.

Se la democrazia passa attraverso il riconoscimento dei diritti  sociali e culturali delle minoranze occorre, allora,  stabilire se  il diritto ad essere minoranza significa appartenere da generazioni a un territorio (minoranza autoctona) o, al contrario,  può essere considerata minoranza anche chi proviene da altri paesi (minoranza alloctona). Una differenziazione  che si ripropone quando ci i confronta con i criteri per ottenere la cittadinanza. Ossia se la cittadinanza è strettamente correlata allo jus soli, come in Francia e negli Stati Uniti, secondo il  quale la cittadinanza si acquista  nascendo sul territorio in  cui lo Stato esercita il proprio potere sovrano o allo jus sanguinis, come in Italia, secondo il quale la cittadinanza è trasmessa intergenerazionalmente, cioè si acquista nascendo da genitori  che a loro volta la possiedono, spesso indipendentemente dal fatto che essi risiedano nello Stato.

Un superamento del problema - nato peraltro solo da pochi decenni se si considera che l’introduzione dei passaporti e dei documenti d’identità data dall’inizio del ventesimo secolo-  potrebbe essere rifarsi  al tema dei diritti cosmopoliti di Kant e alla concezione di “diritto dei diritti” di Hannah Arendt. Si potrebbe, perciò, cominciare  a ipotizzare e  definire una cittadinanza multiculturale, che preveda il riconoscimento, la protezione e l’attribuzione  di diritti “speciali” alla diversità culturale, nella convinzione che. ormai, anche l’identità culturale sia un bene  costitutivo della dignità umana.

Monica AMARI

 

Lettera inviata a Ettore Albertoni
Presidente Consiglio della Regione Lombardia 20 giugno 2008

Caro Presidente,

L’ Associazione ANDE-MILANO, aderente all’ Associazione Nazionale Donne Elettrici, operante su tutto il territorio nazionale sin dal 1947, con le sue battaglie di sensibilizzazione ha dato alla società civile un importante contributo di idee, di proposte e, alle donne, maggiore opportunità di crescita professionale e di realizzazione di sé.

In occasione del rinnovo delle cariche dei Consiglieri di Amministrazione delle diverse Società Partecipate, l’ANDE-MILANO raccomanda agli Enti Preposti di rafforzare la presenza delle donne nelle Istituzioni e nei luoghi della politica per incidere maggiormente sulle scelte collettive per il futuro del Paese, come previsto dall’articolo 51 della Costituzione.

La prego di accettare i miei migliori saluti

La Presidente

Claudia Malvezzi

 

Lettera inviata a Formigoni
Inviata anche al Sindaco Moratti, al Capo della Provincia Penati e a tutti i presidenti degli Enti Comunali, Provinciali e Regionali

Caro Presidente,

L'associazione ANDE-MILANO, aderente all'Associazione Nazionale Donne Elettrici, operante su tutto il territorio nazionale sin dal 1947, con le sue battaglie di sensibilizzazione ha dato alla società civile un importante contributo di idee, di proposte e, alle donne, maggiori opportunità di crescita professionale e di realizzazione di sè.

In occasione del rinnovo delle cariche dei consigli di amministrazione delle diverse società partecipate, l'ANDE-MILANO raccomanda agli enti preposti di rafforzare la presenza delle donne nelle Istituzioni e nei luoghi della politica per incidere maggiormente sulle scelte collettive per il futuro del Paese, come previsto dall'Articolo 51 della Costituzione.

La prego di accettare i miei migliori saluti

La Presidente

Claudia Malvezzi