Presidente Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA Milano
Vice Presidente XI Commissione Permanente Senato della Repubblica
Presidente Zambon S.p.A.
Editorialista del Sole 24 Ore - Presidente dell'Accademia di Brera
Per scheda partecipazione e informazioni su modalità e quote di partecipazione al Congresso di Milano del 18 - 19 - 20 maggio 2012 contattare pf Elena Sordi
6 marzo 2012
Convegno: “Il ruolo delle donne nell’economia, nella politica e nella societa’: motore strategico di sviluppo per far ripartire la crescita economica in Europa”
L’Ufficio di Milano del Parlamento europeo dedica un mese di dibattiti alle discussioni legate al tema della donna, dando vita al progetto: “L’Europa e’ per le donne”.
L’ANDE e’ stata invitata a tenere una conferenza, che ha avuto luogo nella
Sala delle Conferenze, il 6 marzo, Palazzo delle Stelline. L’argomento indicato dall’ANDE , “Il ruolo delle donne nell’economia, nella politica e nella societa’: motore strategico di sviluppo per far ripartire la crescita economica in Europa”, costituisce il cuore dei principi fondamentali sanciti dalla Carta dei Diritti e dal diritto comunitario: l’uguaglianza tra uomini e donne.
Una delle trasformazioni sociali piu’ rilevanti della seconda meta’ del ventesimo secolo e’ la femminilizzazione del mercato del lavoro.
il lavoro femminile, fonte di identita’ e di autorealizzazione personale, si accompagna pero’ ad uno scenario ancora statico delle posizioni, dei ruoli,
e, di conseguenza , delle remunerazioni all’interno del mercato del lavoro.
Un dato sigificativo: nell’ambito delle Societa’ quotate in Borsa, su 4.395 board member dei CDA, solo 307 sono donne (6,9%), ed in maggioranza appartengono alle famiglie proprietarie dell’azienda.
Inoltre, allorche’ emergono situazioni di crisi economica, vengono per primi contratti gli impieghi delle donne. Il sacrificare il lavoro femminile riflette la visione ceca e superata di un’economia di mercato perdente.
Infatti, numerose ricerche e studi a livello macroeconomico evidenziano che il ruolo attivo delle donne (nell’economia, nella politica e nella societa’) e’ un fattore di sviluppo economico dei Paesi.
La partecipazione femminile non e’ solo un problema di pari opportunita’, di giustizia sociale e di formale buonismo, ma e’ un fattore di limitazione dello sviluppo economico nella sua globalita’.
Parlare di ‘FEMMINILE” vuol dire dare voce ad un diverso modello culturale legato ai “tratti distintivi della femminilita’.
Il modello di gestione attuale, inteso come il piu’ efficace possible, mostra varie falle, tra le quail il “presidio del tempo e dello spazio” Nell’attuale mondo globalizzato e veloce non e’ piu’ giustificata la produttivita’ perseguibile con i vecchi modelli.
La situazione economica attuale e’ una testimonianza concreta di come sia necessario mettere in discussione gli attuali parametri di gestione e governance.
E’ necessario quindi andare alla radice del problema e promuovere un cambiamento culturale: il mercato del lavoro ha bisogno di nuovi talenti che siano in grado di cogliere e promuovere in modo sensibile ed intelligente i grandi cambiamenti in atto.
"IMMIGRAZIONE SENZA VELI"
COSA SONO I DIRITTI CULTURALI?
Quale è la vera domanda che bisognerebbe porre sulla scheda dei referendum, quando si chiede alla gente se sia giusto o meno costruire sul territorio nazionale moschee o minareti, come è accaduto in Svizzera e come accadrà probabilmente in Italia? Ovvero, la possibilità di esprimere le proprie convinzioni, il proprio credo, la propria visione del mondo è strettamente legata al possedere la cittadinanza del paese di residenza o, invece, è correlata al più ampio tema dei diritti civili e, dunque, al principio di eguaglianza?
E’ stato questo il focus dell’incontro organizzato da Ande-Milano in occasione dell’apertura del nuovo anno sociale, facendo confrontare sul tema “Immigrazione senza veli: integrazione ed identità” Massimo Zanello, assessore alla cultura della Regione Lombardia ed esponente di primo piano della Lega, e Laura Zanfrini docente dei processi economici e della migrazione dell’Università Cattolica di Milano ed autrice per i tipi di Laterza di “Cittadinanze: appartenenza e diritti nella società dell’immigrazione.”
La Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (1948) parla di un Diritto all’Emigrazione ma non di un simmetrico Diritto alla Migazione, lasciando agli stati nazionali il compito di introdurre discriminazioni legali, al fine di garantire un diritto di priorità nell’accesso alle risorse e alle opportunità sociali. D’altra parte i diritti legati alla cittadinanza come i diritti sociali, quelli cioè che permettono l’accesso ai benefici del welfare o i diritti politici, intesi come il diritto- dovere di essere rappresentati ed esprimere i propri rappresentanti, sono altro dei diritti civili, riconosciuti ormai a livello internazionale come diritti universali.
Se la democrazia passa attraverso il riconoscimento dei diritti sociali e culturali delle minoranze occorre, allora, stabilire se il diritto ad essere minoranza significa appartenere da generazioni a un territorio (minoranza autoctona) o, al contrario, può essere considerata minoranza anche chi proviene da altri paesi (minoranza alloctona). Una differenziazione che si ripropone quando ci i confronta con i criteri per ottenere la cittadinanza. Ossia se la cittadinanza è strettamente correlata allo jus soli, come in Francia e negli Stati Uniti, secondo il quale la cittadinanza si acquista nascendo sul territorio in cui lo Stato esercita il proprio potere sovrano o allo jus sanguinis, come in Italia, secondo il quale la cittadinanza è trasmessa intergenerazionalmente, cioè si acquista nascendo da genitori che a loro volta la possiedono, spesso indipendentemente dal fatto che essi risiedano nello Stato.
Un superamento del problema - nato peraltro solo da pochi decenni se si considera che l’introduzione dei passaporti e dei documenti d’identità data dall’inizio del ventesimo secolo- potrebbe essere rifarsi al tema dei diritti cosmopoliti di Kant e alla concezione di “diritto dei diritti” di Hannah Arendt. Si potrebbe, perciò, cominciare a ipotizzare e definire una cittadinanza multiculturale, che preveda il riconoscimento, la protezione e l’attribuzione di diritti “speciali” alla diversità culturale, nella convinzione che. ormai, anche l’identità culturale sia un bene costitutivo della dignità umana.
Monica AMARI
Lettera inviata a Ettore Albertoni
Caro Presidente,
L’ Associazione ANDE-MILANO, aderente all’ Associazione Nazionale Donne Elettrici, operante su tutto il territorio nazionale sin dal 1947, con le sue battaglie di sensibilizzazione ha dato alla società civile un importante contributo di idee, di proposte e, alle donne, maggiore opportunità di crescita professionale e di realizzazione di sé.
In occasione del rinnovo delle cariche dei Consiglieri di Amministrazione delle diverse Società Partecipate, l’ANDE-MILANO raccomanda agli Enti Preposti di rafforzare la presenza delle donne nelle Istituzioni e nei luoghi della politica per incidere maggiormente sulle scelte collettive per il futuro del Paese, come previsto dall’articolo 51 della Costituzione.
La prego di accettare i miei migliori saluti
La Presidente
Claudia Malvezzi
Lettera inviata a Formigoni
Caro Presidente,
L'associazione ANDE-MILANO, aderente all'Associazione Nazionale Donne Elettrici, operante su tutto il territorio nazionale sin dal 1947, con le sue battaglie di sensibilizzazione ha dato alla società civile un importante contributo di idee, di proposte e, alle donne, maggiori opportunità di crescita professionale e di realizzazione di sè.
In occasione del rinnovo delle cariche dei consigli di amministrazione delle diverse società partecipate, l'ANDE-MILANO raccomanda agli enti preposti di rafforzare la presenza delle donne nelle Istituzioni e nei luoghi della politica per incidere maggiormente sulle scelte collettive per il futuro del Paese, come previsto dall'Articolo 51 della Costituzione.
La prego di accettare i miei migliori saluti
La Presidente
Claudia Malvezzi